di
Catherine Breillat
Con Léa Drucker, Samuel Kircher, Olivier Rabourdin, Clotilde Courau, Serena Hu, Angela Chen, Lila-Rose Gilberti, Karim Achoui, Valérie Schlumberger, Jean Christophe Pilloix /
Sceneggiatura Catherine Breillat, Pascal Bonitzer /
Fotografia Jeanne Lapoirie /
Montaggio François Quiqueré /
Suono Romain Anklewicz, Romain Arnaud, Cyril Holtz, Lucas Le Néouanic, Damien Luquet, Gildas Mercier, Loïc Prian /
Produzione SBS Productions (Francia), Saïd Ben Saïd (Francia), Kevin Chneiweiss
Francia, 2023 – 104′
V.O. sott. ITA
CATEGORIA FILM
PREMIO ALLA CARRIERA
30.11.25
16:00
Cinema De Seta
La storia del fatale incontro fra un adolescente, figlio di genitori separati, e la seconda moglie di suo padre, durante un’estate fuori porta. I due cominciano a intrattenere una relazione segreta che mette a repentaglio qualsiasi equilibrio familiare. Quasi in un capovolgimento di 36 Fillette, rispetto al quale qui le dinamiche di genere sono capovolte, Catherine Breillat offre un quadro gelido ma lucido di un rapporto dominato dal potere. Le sue storie non sono mai astratte da un contesto sociale che fa echeggiare quelle stesse dinamiche di potere e le traduce nei rapporti di forza fra diversi livelli sociali, diversi livelli culturali: di questo rigore di lettura del mondo L’été dernier è un ultimo baluardo, sincero e crudelissimo.
REGIA

Regista, sceneggiatrice, scrittrice, attrice, è una delle voci più originali e coraggiose del cinema francese contemporaneo. Originaria di Breissuire, nella Nuova Aquitania francese, ha firmato il suo primo romanzo nel 1968, all’età di 17 anni: L’homme facile. Dopo alcune apparizioni in film come Ultimo tango a Parigi (1972) di Bernardo Bertolucci, e mentre collaborava, fra sceneggiature e montaggi, con nomi come Liliana Cavani, Federico Fellini, Marco Bellocchio e Maurice Pialat, ha esordito alla regia con Une vrai jeune fille (1976), che adattava il suo quarto romanzo, Le soupirail. Dopo Tapage nocturne (1979) e 36 fillette (1988), appare chiaro l’interesse della regista per il tema dell’esplorazione della sessualità e del rapporto fra le generazioni. A riconferma di ciò ci sono i film successivi, tra cui Romance (1999), À ma soeur (2000) e Anatomie de l’enfer (2003), titoli presentati (e premiati) in festival come Rotterdam, Edimburgo, Berlino e Cannes. I suoi film hanno visto la presenza di attrici importanti come Isabelle Huppert, Asia Argento, Yolande Moureau e Amira Casar. Nel 2012 il regista Luc Moullet le dedica un documentario, Catherine Breillat, la première fois. Più volte candidata alla Palma d’Oro a Cannes (con Une vielle maîtresse nel 2007 e L’été dernier nel 2023), ha presieduto la giuria di Locarno nel 2019.


