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CATEGORIA FILM
L’incontro tra Nagisa e Natsuo in riva al mare è all’insegna degli sguardi e del silenzio. È estate e la freschezza della spiaggia rocciosa dovrebbe garantire un calore entusiasmante, ma il loro rapporto pare destinato a perdersi nel diluvio. Forse è amore, forse è incomunicabilità. È invece inverno quando la sceneggiatrice Li arriva in una pensione in montagna, gestita dal quieto Benzo; e il progetto intrinsecamente solitario della scrittura diventa invece l’occasione imprevista di un incontro. Con la leggerezza di un proverbio e la finezza di un haiku, il regista Sho Miyake esplora la relazione che c’è fra esseri umani e l’ambiente, non trovando mai una netta soluzione di continuità. I colori del mondo non parlano la lingua delle persone, e la vita pare un fiume tranquillo ma imprevedibile. Un doppio binario di storie scollegate ma che si parlano per sottili rimandi, insignito dal massimo premio dell’ultimo Festival di Locarno.
REGIA

Uno degli autori giapponesi di maggior successo in Europa, è nato nel 1984 a Sapporo. Ha studiato alla Film School di Tokyo e ha cominciato a realizzare film immediatamente dopo il diploma. Come molti altri autori giapponesi contemporanei, cerca un equilibrio fra produzioni più pop (dall’horror Ju-On: Origins del 2020 al documentario The Cockpit del 2015, su alcuni artisti hip hop nipponici) e produzioni di impronta spiccatamente autoriale. Di questi ultimi, film come Kimi no tori wa utaeru (2018) e Yoake no subete (2024) sono stati selezionati nei rispettivi anni alla Berlinale, mentre titoli come Playback (2012) e Tabi to Hibi (2025) erano in concorso a Locarno. L’ultimo ha trionfato nel 2025, aggiudicandosi il Pardo d’Oro.


