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CATEGORIA FILM
Anaïs, 12 anni, si sente destinata ad essere perenne spettatrice. Lo spettacolo che guarda è quello della vita della sorella, la bellissima quindicenne Elena: la sua storia d’amore, o forse di solo sesso e manipolazione, con Fernando; la sua idea di essere forte, cosciente, in grado di gestire la sua sessualità adolescenziale. Il mondo però è più grande di loro.
Il tema della perdita della verginità attraversa tanto cinema di Catherine Breillat, ed è l’onesto filtro attraverso cui guardare la realtà delle sue giovani protagoniste. Breillat disossa quel mito e le aspettative che si porta dietro, scarnificando tutti gli stereotipi sociologici legati alla sessualità femminile e figli di una lente storicamente maschilista: le sue giovani donne si autodeterminano, leggono la realtà, attraversano i traumi, con un dinamismo complesso che il vittimismo non può risolvere.
REGIA

Regista, sceneggiatrice, scrittrice, attrice, è una delle voci più originali e coraggiose del cinema francese contemporaneo. Originaria di Breissuire, nella Nuova Aquitania francese, ha firmato il suo primo romanzo nel 1968, all’età di 17 anni: L’homme facile. Dopo alcune apparizioni in film come Ultimo tango a Parigi (1972) di Bernardo Bertolucci, e mentre collaborava, fra sceneggiature e montaggi, con nomi come Liliana Cavani, Federico Fellini, Marco Bellocchio e Maurice Pialat, ha esordito alla regia con Une vrai jeune fille (1976), che adattava il suo quarto romanzo, Le soupirail. Dopo Tapage nocturne (1979) e 36 fillette (1988), appare chiaro l’interesse della regista per il tema dell’esplorazione della sessualità e del rapporto fra le generazioni. A riconferma di ciò ci sono i film successivi, tra cui Romance (1999), À ma soeur (2000) e Anatomie de l’enfer (2003), titoli presentati (e premiati) in festival come Rotterdam, Edimburgo, Berlino e Cannes. I suoi film hanno visto la presenza di attrici importanti come Isabelle Huppert, Asia Argento, Yolande Moureau e Amira Casar. Nel 2012 il regista Luc Moullet le dedica un documentario, Catherine Breillat, la première fois. Più volte candidata alla Palma d’Oro a Cannes (con Une vielle maîtresse nel 2007 e L’été dernier nel 2023), ha presieduto la giuria di Locarno nel 2019.


