Une vraie jeune fille
L’adolescente | A Real Young Girl
di
CATEGORIA FILM
“Mi chiamo Alice. Alice Bonnard… il cognome di mio padre e di mia madre. Non mi piacciono le persone.” Questo pensa Alice sul treno che la porta a casa per le vacanze estive all’inizio di Une vrai jeune fille, il debutto di Catherine Breillat. La promessa di una stagione monotona è smossa soltanto dalle pulsioni erotiche che la pubertà le provoca: mentre sperimenta la sua sessualità con oggetti, liquidi, mani, comincia a tenere d’occhio l’aitante Jim, dipendente della falegnameria gestita dal padre, e intanto cerca di fare pace coi suoi sogni proibiti.
L’esordio della regista francese anticipa tutte le sensazioni dei suoi più celebri titoli successivi. Sarebbe infatti un errore scambiare Une vraie jeune fille per un film di “sexploitation” come se ne realizzavano negli anni 70’: l’erotismo di Breillat è sgarbato, sbilenco, ammicca solo per depistare e spesso invoca il disgusto perché, come dice la stessa Alice, il “disgusto la rende lucida”. E infatti le dinamiche dei sessi, il patriarcato più misogino e il desiderio femminile per l’autodeterminazione sono affrontati con sincerità sfacciata e rigorosissima.
REGIA

Regista, sceneggiatrice, scrittrice, attrice, è una delle voci più originali e coraggiose del cinema francese contemporaneo. Originaria di Breissuire, nella Nuova Aquitania francese, ha firmato il suo primo romanzo nel 1968, all’età di 17 anni: L’homme facile. Dopo alcune apparizioni in film come Ultimo tango a Parigi (1972) di Bernardo Bertolucci, e mentre collaborava, fra sceneggiature e montaggi, con nomi come Liliana Cavani, Federico Fellini, Marco Bellocchio e Maurice Pialat, ha esordito alla regia con Une vrai jeune fille (1976), che adattava il suo quarto romanzo, Le soupirail. Dopo Tapage nocturne (1979) e 36 fillette (1988), appare chiaro l’interesse della regista per il tema dell’esplorazione della sessualità e del rapporto fra le generazioni. A riconferma di ciò ci sono i film successivi, tra cui Romance (1999), À ma soeur (2000) e Anatomie de l’enfer (2003), titoli presentati (e premiati) in festival come Rotterdam, Edimburgo, Berlino e Cannes. I suoi film hanno visto la presenza di attrici importanti come Isabelle Huppert, Asia Argento, Yolande Moureau e Amira Casar. Nel 2012 il regista Luc Moullet le dedica un documentario, Catherine Breillat, la première fois. Più volte candidata alla Palma d’Oro a Cannes (con Une vielle maîtresse nel 2007 e L’été dernier nel 2023), ha presieduto la giuria di Locarno nel 2019.


