Catherine Breillat, la première fois
Catherine Breillat, la prima volta | Catherine Breillat, the First Time
di
CATEGORIA FILM
Inquadrare e filmare Catherine Breillat è già cominciare a sentire il legame organico che lei ha creato fra se stessa e i suoi personaggi, fra se stessa e i suoi attori. Lei è quella ragazza giovanissima (la vrai jeune fille) sempre irrefrenabile e che, rabbiosamente ostinata, non cessa di volersi liberare. Non solo liberare il suo corpo, ma soprattutto liberare le immagini – di sé, delle cose che non vogliamo vedere.
Da Une vrai jeune fille e 36 Fillette, da Romance a Anatomie de l’enfer, il cinema di Breillat ha bisogno di interrogare il proibito, persino l’osceno, per interrogare di conseguenza l’intimità con cui tutti noi ci interfacciamo ogni giorno. Luc Moullet, regista a sua volta nonché mitica firma dei Cahiers du Cinéma, lo sa bene e ascolta appassionato Breillat e le sue attrici, rendendo nobile servizio a una regista irripetibile.
REGIA

Regista meno celebre (ma non meno cinefilo, appassionato e talentuoso) del gruppo della Nouvelle Vague, firma illustre per i Cahiers du Cinéma, è autore di alcuni dei film più divertenti della storia del cinema francese. Da Une aventure de Billy the Kid (1971) a Parpaillon (1993), fino a La terre de la folie (2009), il suo cinema si distingue per il sarcasmo graffiante e per la passione per la montagna. Il documentario su Catherine Breillat è il suo ultimo film, ma continuano ad essergli dedicate retrospettive, negli ultimi anni al Trento Film Festival e all’archivio statunitense dell’UCLA Library a Los Angeles.

