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12.10.2026
FESTIVAL

A Christian Petzold il Premio Efebo d’Oro alla Carriera

La 48a edizione Efebo d’Oro Film Festival, in programma a Palermo dal 7 al 15 novembre 2026 presso i Cantieri Culturali alla Zisa, assegna il Premio Efebo d’Oro alla Carriera a Christian Petzold, regista tedesco attivo dagli anni Ottanta capofila del movimento cinematografico della cosiddetta “Berliner Schule” (la Scuola di Berlino), autore tra le voci più autorevoli del cinema europeo contemporaneo, i cui film incrociano sentimento, mitologia, letteratura e mistero in vortici narrativi eleganti e imprevedibili. Al contempo il regista sarà protagonista di una conversazione sul suo cinema e introdurrà le proiezioni dei suoi ultimi quattro film.

Nel dettaglio Christian Petzold ritirerà l’Efebo d’Oro alla Carriera sabato 7 novembre (ore 20, Cinema De Seta) e a seguire presenterà Miroirs no.3 (2025), incursione hitchcockiana sul rapporto fra due donne; domenica 8 (ore 18, Cinema De Seta) introdurrà il thriller sentimentale ambientato a Berlino Undine (2020); il giorno seguente (ore 20.30, Cinema De Seta) introdurrà la proiezione di Roter Himmel (2023), commedia su uno scrittore frustrato in una casa in campagna sulle coste tedesche del Mar Baltico; martedì 10 (ore 16.30, Sala Bianca del CSC Centro Sperimentale di Cinematografia – Cantieri Culturali alla Zisa) terrà una Lezione di Cinema, in conversazione con Alessia Cervini (Università degli Studi di Palermo) e Alessandro Rais (direttore artistico Efebo d’Oro Film Festival), e alle ore 20.30 presso il Cinema De Seta introdurrà Transit (2018), film su un rifugiato politico tedesco nella Francia di Vichy e dell’occupazione, ispirato all’omonimo romanzo di Anna Seghers, noto in Italia col titolo “Visto di transito”.

In collaborazione con il Goethe-Institut Palermo e il Kultur Ensemble Palermo.

 

Christian Petzold
Nato a Hilden (Düsseldorf) nel 1960, è uno degli autori più apprezzati del cinema tedesco ed europeo contemporaneo. Ha studiato letteratura e teatro alla Freie Universität (Libera Università) di Berlino, e cinema alla DFFB (Accademia Tedesca del Cinema e della Televisione), sempre a Berlino, dal 1988 al 1994. Durante quegli anni realizza una serie di corti e documentari (come Weiber del 1989, o Süden del 1990), prove generali per l’esordio al lungometraggio con Pilotinnen (1995), prodotto per la televisione, e per il primo film destinato al grande schermo, Die innere Sicherheit (2000), selezionato alla Mostra del Cinema di Venezia. Da allora i suoi film hanno partecipato ai principali festival del mondo, per esempio la Berlinale (come nel caso di Gespenster nel 2005 o di Yella nel 2007), il Festival di Toronto (con Phoenix nel 2014) e Cannes (con Miroirs no.3 nel 2025). Ha collaborato con il regista Harun Farocki. Jerichow nel 2009 riceve la candidatura per la Miglior Regia al Deutscher Filmpreis, e Roter Himmel vince l’Orso d’Argento Gran Premio della Giuria alla 73a edizione della Berlinale. Svariati i lavori per la televisione, sia i film (Cuba Libre nel 1996, Toter Mann nel 2001) sia le serie tv (Dreileben: Beats Being Dead nel 2011 e Polizeiruf 110 tra il 2015 e il 2018).

Transit/La donna dello scrittore (Germania, Francia 2018 – 101′)
Tratto dall’omonimo romanzo di Anne Seghers, noto in Italia col titolo “Visto di transito”
Nel tentativo di fuggire dalla Francia occupata dalle truppe nazifasciste tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale, Georg assume l’identità di uno scrittore morto, Franz Weidel, ma, nonostante riesca ad evitare le più tragiche conseguenze di un rastrellamento a Parigi, resta bloccato a Marsiglia, dove scopre che si trova la moglie di Franz, Marie, che lo aspetta per fuggire con lui verso il Messico. Fra Georg e Marie scoppia la passione, ma la loro storia è destinata a durare nonostante le bugie e le omissioni? Confrontandosi con l’archetipo del fantasma, Petzold prende di petto la Storia e i suoi effetti più contraddittori sui sentimenti del singolo (com’era successo con il film precedente, Phoenix), e mescolando thriller e dramma trova la straziante intensità di uno dei suoi film più belli, arricchito dalle interpretazioni di Franz Rogowski e della sua musa Paula Beer.

Undine/Undine – Un amore per sempre (Germania, Francia 2020 – 91’)
L’esperta di urbanistica Undine lavora come conferenziera: il suo compito è raccontare lo sviluppo della capitale tedesca attraverso dei modellini esposti al Senato di Berlino. Dopo essere stata abbandonata dal suo partner, Johannes, Undine incappa nel palombaro Christoph, che la ferisce inavvertitamente facendo cadere un acquario i cui frantumi sfregiano il petto della donna. Ma Johannes è destinato a ricomparire. Se Transit si confrontava con la Storia di Marsiglia, Undine, il film successivo di Christian Petzold, fa i conti con la Geografia di Berlino: sviluppato attivamente intorno alla sua naturalistica scenografia, l’opera fa scontrare quel naturalismo con il graduale insorgere della possibilità metafisica. Perché le Ondine, da mitologia greca e da folklore germanico, sono creature leggendarie che hanno bisogno di un uomo (e di annegarlo) per appropriarsi dell’anima di cui sono prive…

Roter Himmel/Il cielo brucia (Germania 2023 – 102′)
Lo scrittore Leon ha bisogno della quiete della campagna per terminare il suo secondo romanzo e incontrare il suo editore. Per questo si unisce all’amico Felix, che deve preparare un portfolio per un’accademia, e raggiunge una casa sulle coste del Mar Baltico dove la pace pare regnare sovrana. La sorpresa è che a casa non sono soli, ma che sono già installati lì la disinibita e misteriosa Nadja e l’atletico Devid. E a queste premesse di possibile caos casalingo, si aggiunge il fumo di un grande incendio boschivo, che fa letteralmente bruciare il cielo. Nel “cielo rosso” di Christian Petzold il quotidiano e il metafisico si scontrano, disegnando un’arena di scontri umani dove Leon si illuderà soltanto di essere arbitro o giocatore cosciente. Un piccolo racconto crudele della giovinezza, pieno di strati (anche apocalittici) sotto l’apparenza di una commedia rohmeriana.

Miroirs no.3/Miroirs no.3 – Il mistero di Laura (Germania 2025 – 86′)
Durante una gita in campagna, Laura, giovane studentessa a Berlino, sopravvive miracolosamente a un incidente stradale nel quale perde la vita il suo compagno. Profondamente scossa ma fisicamente illesa, viene accolta da Betty, una donna che ha assistito all’incidente e che le offre rifugio nella propria casa. Poco a poco, anche il marito separato di Betty e il figlio accettano la presenza di Laura, dando vita a un equilibrio fragile e quasi familiare. Come sempre per Christian Petzold, questo è solo il presupposto per un tesissimo kammerspiel in cui nel quotidiano si insinua il magico e l’epico. Nel suo ultimo film, nello straniamento fra aspettative dello spettatore e comportamento dei personaggi, il regista tedesco trova una grazia luminosa e incredibilmente accattivante.