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CATEGORIA FILM
Francia, maggio 1968. La famiglia Boltanski vive nella loro casa parigina mentre fuori esplodono le rivolte giovanili. Nella tana dei Boltanski convivono passato e presente: il passato tramite i ricordi dei nonni del piccolo Christophe di nove anni; il presente attraverso la radio e i rumori delle folle attraverso le finestre. Nell’apparente quiete borghese però irrompe un ospite inaspettato. Lionel Baier così intreccia il kammerspiel (come nel suo La vanité), il romanzo di formazione (come in Garçon Stupide) e la radio (come in Les grandes ondes (à l’ouest)) in un vivace e allegro compendio della sua carriera, con una prospettiva amorevole e affettuosa nei confronti del passato francese sessantottino ma senza far mai degradare la storia nella gratuita nostalgia. Se è vero che la nonna di Christophe rinnega il racconto romantico del passato (che per la famiglia Boltanski è soprattutto essere sopravvissuti all’occupazione nazifascista), altrettanto vero è che Christophe cerca la sua identità con uno sguardo rivolto al futuro, anche attraverso lo sguardo tenero e mai cinico del regista svizzero.
REGIA

Nato nel 1975 a Losanna, si forma tramite il lavoro di programmatore al Cinema Rex di Aubonne dal 1992 e tramite lo studio di Storia estetica del cinema francese e italiano all’Università di Losanna dal 1995 al 1999. Tramite le case di produzione che ha fondato (prima Bande à part films, poi Bandita films) ha prodotto alcuni dei suoi film di maggiore successo, fra cui Les grandes ondes (à l’ouest) (presentato al Festival di Locarno nel 2013) e La vanité (che ha avuto la sua premiere mondiale ad ACID Cannes 2015). È vicepresidente della Cinémathèque Suisse e del festival Visions du Réel di Nyon, e dal 2023 è direttore del dipartimento regia della scuola di cinema parigina La Fémis. Il suo ultimo film, La cache, era in concorso alla Berlinale 2025.


