Dic 07

I vincitori della 42a edizione dell’Efebo d’Oro

La giuria presieduta da Egle Palazzolo (presidente del Centro di Ricerca per la Narrativa e il Cinema) e composta da Nicola Bellucci (regista), Massimo Bonura (studioso di cinema e saggista), Rosalba Colla (direttrice di Animaphix – International Animated Film Festival) e Simona Malato (attrice) assegna l’Efebo d’Oro per il Miglior Film tratto da un’opera letteraria a Poppie Nongena di Christiaan Olwagen (Sud Africa, 2020), storia vera e di ingiustizie legate al feroce razzismo subito dalla gente di colore nel Sud Africa negli anni ’70 del secolo scorso, con la seguente motivazione: «Muovendo da un romanzo della scrittrice Elsa Joubert che alla sua uscita, nel 1980, fu subito best seller, Poppie Nongena è un inno alla libertà di pensiero, alla centralità del ruolo della donna e sulla concretezza delle idee. Il film riesce a comunicare, in maniera poetica, la forza di una donna capace di grande amore e rispetto per sé e per gli altri».

La stessa giuria premia con l’Efebo speciale Opera prima e seconda Lola di Laurent Micheli (Belgio-Francia, 2019), road movie con protagonista una ragazza transessuale, che risorge dalle proprie ceneri affrontando la famiglia e il cambiamento perché «è riuscito ad essere un film toccante e sincero attraversando un travagliato rapporto genitoriale-filiale: porta ciascuno di noi a combattere i pregiudizi di genere e a saper guardare chi è considerato diverso con occhi pieni di umanità e amore».

Premio speciale a Soledad di Agustina Macri (Italia, 2018), esordio alla regia per la regista argentina che porta sullo schermo la tormentata storia d’amore tra Soledad Rosas e Edoardo Massari, simbolo dell’anarchia italiana contro la TAV «Impetuoso fin dall’inizio, Soledad è un film atipico e con una regia molto fluida. Ispirato ad una storia vera, entra con vigore nell’immaginario dello spettatore. Non è semplicemente una storia politica, ma piuttosto una narrazione dei propri vissuti interiori e delle proprie fragilità».

Il Premio del Centro di Ricerca per la Narrativa e il Cinema va a A Black Jesus di Luca Lucchesi (Germania, 2019), attualissimo documentario sulla comunità agrigentina di Siculiana in cui la devozione per il Cristo nero diviene il nodo di congiunzione tra i locali e gli immigrati ospiti di un vicino centro di accoglienza. «C’è un Cristo nero per Edward, giovane rifugiato del Ghana che vive in una piccola città ai confini meridionali d’Europa. Si batte per essere lui in processione con la gente del villaggio, dove non mancano né difficoltà di comprendere, né di accettare. Girato tra Siculiana, in provincia di Agrigento – dove è nata e vive la tradizione del Cristo nero e dei suoi miracoli – e Berlino, città che Luca Lucchesi ben conosce non soltanto per il suo lavoro, A Black Jesus è un film cui il Centro di Ricerca per la Narrativa e il Cinema ha il desiderio di offrire uno speciale riconoscimento. C’è attualità, umanità e passione in un contesto riconoscibile dove, davanti a noi, si pone per una processione comune un Cristo che ha un colore che vale per tutti».

Mentre il Premio ANDE (Associazione Nazionale Donne Elettrici) lo porta a casa Nora Stassi, interprete del film L’Agnello di Mario Piredda (Italia-Francia, 2019), lungometraggio ambientato in Sardegna, che rivela una terra inquinata e patriarcale, con le sue regole e consuetudini ancestrali, ancora tanto faticosi da perseguire «per aver dato spessore al suo personaggio trasmettendone appieno la determinazione, la malinconica dolcezza, l’entusiasmo della gioventù, uno sguardo profondo sull’ambiente, la politica del territorio e sulla fragilità disperante delle relazioni affettive. Che il Premio sia per lei, splendida esordiente, una decisa via verso nuovi successi».